Nell'anno
2007-'08 gli incontri , organizzati per aiutare le persone che hanno questa realtà a scoprire come essere cristiani, e poi ad inserirsi nella comunità, avranno luogo il secondo venerdì del mese alle ore 21.00, con questo calendario:
09 novembre: Vogliamo vivere da cristiani: come vivere il
rapporto con la Parola di Dio e la preghiera?
14 dicembre: Vogliamo vivere da cristiani: come si conci
liano i nostri percorsi personali con le proposte di Gesù sulla fedeltà?
11 gennaio: Vogliamo vivere da cristiani: cosa ci chiede
Gesù sul perdono?
08 febbraio: Vogliamo vivere da cristiani: come vivere la
partecipazione alla celebrazione Eucaristica? Ed il rapporto con i Sacramenti dei figli?
07 marzo: Vogliamo vivere da cristiani: quali valori trasmettere ai figli ed alla società, e come, se
l’esempio non è completo?
11 aprile: Vogliamo vivere da cristiani: come vivere il
servizio ai fratelli?
09 maggio: Vogliamo vivere da cristiani: come vivere il
rapporto con la comunità della Chiesa?
Schema dell'incontro di venerdì 9 maggio
Vogliamo vivere da cristiani:
come vivere il rapporto con la comunità della Chiesa?
come inserirci attivamente nella comunità cristiana?
Preghiera d’inizio
Se la parola dicesse: non è una parola che può fare una pagina, non ci sarebbero libri.
Se la pietra dicesse: non è una pietra che può fare un muro, non ci sarebbero case.
Se il chicco di grano dicesse: non è un chicco che può fare la messe, non ci sarebbe pane.
Se l’uomo dicesse: non è un gesto d’amore che può salvare l’umanità,
non ci sarebbe dignità sulla terra degli uomini.
Come il libro ha bisogno di ogni parola, come la casa ha bisogno di ogni pietra,
come la messe ha bisogno di ogni chicco, così l’umanità intera ha bisogno di te,
unico, come Dio ti ha pensato, e perciò insostituibile.
Lettura Biblica
Gesù non è venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. Lc. 5, 27- 32
Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?». Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».
(Noi pure facciamo parte della folla seduta a banchetto con Gesù: ognuno di noi è stato invitato, perché ha bisogno di Lui, come il malato del medico)
Condizioni per seguire Gesù. Mc. 8, 34-35
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.
(Se la chiamata di Gesù è rivolta a tutti, perché a tutti si estende la sua misericordia, il cammino della sequela esige che abbandoniamo l’uomo vecchio per l’uomo nuovo.)
Le prime conversioni e la prima comunità cristiana. At. 2, 36- 42
Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!». All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
(L’annuncio della morte e resurrezione di Gesù ci provoca alla conversione e c’inserisce nella comunità dei credenti, una comunità di peccatori convertiti)
Riflessione silenziosa
Quali sono le mie difficoltà nei confronti della Chiesa? Mi sento escluso, emarginato? Vivo un rapporto conflittuale, d’indifferenza, di nostalgia, di appartenenza nonostante tutto? Quanto incidono sulla mia percezione della Chiesa la mia personale esperienza da un lato e l’immagine che ne ricevo dai mezzi d’informazione dall’altro?
Che cosa penso della posizione, espressa nella frase: “Cristo sì, Chiesa no”? E’ veramente necessaria la mediazione della comunità per entrare in rapporto con Dio?
Come si può conciliare la “coscienza di verità”, propria della Chiesa cattolica, con la necessità dell’apertura a tutti? La morale cristiana, e in particolare cattolica, dovrebbe essere aggiornata, resa più flessibile e moderna?
Desidero reinserirmi in modo nuovo nella mia comunità parrocchiale? Per quali vie ed eventualmente con quali limiti penso che ciò sia possibile? Come ho vissuto l’esperienza di questo cammino di fede percorso insieme? Quali prospettive mi apre?
La proposta cristiana
PER I SEPARATI E DIVORZIATI NON RISPOSATI Motivi diversi, quali incomprensioni reciproche, incapacità di aprirsi a rapporti interpersonali, ecc. possono dolorosamente condurre il matrimonio valido a una frattura spesso irreparabile. Ovviamente la separazione deve essere considerata come estremo rimedio, dopo che ogni altro ragionevole tentativo si sia dimostrato vano. La solitudine e altre difficoltà sono spesso retaggio del coniuge separato, specialmente se innocente. In tal caso la comunità ecclesiale deve più che mai sostenerlo; prodigargli stima, solidarietà, comprensione ed aiuto concreto in modo che gli sia possibile conservare la fedeltà anche nella difficile situazione in cui si trova; aiutarlo a coltivare l'esigenza del perdono propria dell'amore cristiano e la disponibilità all'eventuale ripresa della vita coniugale anteriore. Analogo è il caso del coniuge che ha subito divorzio, ma che - ben conoscendo l'indissolubilità del vincolo matrimoniale valido - non si lascia coinvolgere in una nuova unione, impegnandosi invece unicamente nell'adempimento dei suoi doveri di famiglia e delle responsabilità della vita cristiana. In tal caso il suo esempio di fedeltà e di coerenza cristiana assume un particolare valore di testimonianza di fronte al mondo e alla Chiesa, rendendo ancor più necessaria, da parte di questa, un'azione continua di amore e di aiuto, senza che vi sia alcun ostacolo per l'ammissione ai sacramenti.
PER I DIVORZIATI RISPOSATI - La Chiesa, istituita per condurre a salvezza tutti gli uomini e soprattutto i battezzati, non può abbandonare a se stessi coloro che - già congiunti col vincolo matrimoniale sacramentale - hanno cercato di passare a nuove nozze. Perciò si sforzerà, senza stancarsi, di mettere a loro disposizione i suoi mezzi di salvezza. … esorto caldamente i pastori e l’intera comunità dei fedeli, affinché aiutino i divorziati procurando con sollecita carità che non si considerino separati dalla Chiesa, potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita. Siano esortati ad ascoltare la Parola di Dio, a frequentare il sacrificio della Messa, a perseverare nella preghiera, a dare incremento alle opere di carità e alle iniziative della comunità, ad educare i figli nella fede cristiana, a coltivare lo spirito e le opere di penitenza, per implorare così, di giorno in giorno, la grazia di Dio. La Chiesa preghi per loro, li incoraggi, si dimostri madre misericordiosa e così li sostenga nella fede e nella speranza. La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. ... Agendo in tal modo, la Chiesa professa la propria fedeltà a Cristo e alla sua verità, nello stesso tempo si comporta con animo materno verso questi suoi figli … Con ferma fiducia essa crede che anche quanti si sono allontanati dal comandamento del Signore ed in tale stato tuttora vivono, potranno ottenere da Dio la grazia della conversione e della salvezza, se avranno perseverato nella preghiera, nella penitenza e nella carità. (Giovanni Paolo II, FAMILIARIS CONSORTIO)
Preghiera finale
Liberami, o Signore dalla pigrizia che ho e dalla paura che mi prende,
dal comodo compromesso e dal facile disimpegno.
Aiutami, o Signore ad essere come non sono e come tu vorresti che io fossi.
Non m’importa ciò che muore in me m’interessa ciò che nasce insieme a te.
Aiutami, o Signore, a prendere sul serio il tempo, a rispettare la vita, a conservare l’amore;
ho bisogno di te per vivere come tu vuoi.
Donami, o Signore, la tua forza per agire, la costanza dell’impegno,
la gioia di una fede che cresce la speranza e l’abbandono fiducioso al tuo amore.