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Corso per catechisti
Oltre al cammino di Catechesi per gli adulti, si offre anche un Corso che ha lo scopo prioritario di preparare i Catechisti a svolgere meglio il loro servizio, e che comunque può servire anche a chi vuole approfondire la fede attraverso un cammino più scientifico di studio della S. Scrittura e della Teologia.
Avrà luogo per 10 martedì, alle ore 18.30 oppure alle ore 21, col seguente calendario
30 ottobre: conoscenza dell’Antico Testamento
20 novembre: conoscenza del Nuovo Testamento
04 dicembre: La Trinità: Dio Padre
18 dicembre: Gesù, Dio e uomo
22 gennaio: Gesù, salvatore crocifisso e risorto
29 gennaio: Lo Spirito Santo e la Chiesa
12 febbraio: I Sacramenti
26 febbraio: Il Battesimo – la Confessione – l’Eucaristia
01 aprile: La psicologia della fanciullezza e l’impostazione della nostra catechesi per quell’età
22 aprile: La psicologia dell’adolescenza e l’impostazione della nostra catechesi per quell’età
Ecco lo schema dell'incontro di martedì 1 aprile:
9. La psicologia delle età della catechesi: la fanciullezza
Intendiamo l’età che va dai 7 agli 11-12 anni. Ha queste caratteristiche generali:
- estroversione: il fanciullo esce dalla famiglia per andare verso la società
- latenza dei problemi affettivi: finisce il “complesso di Edipo” e non inizia ancora la fase di attrattiva sessuale
- vivacità intellettuale: si imparano molto bene i concetti, si aumenta velocemente il vocabolario
- continua ancora la difficoltà nel ragionamento in astratto (fino a dopo i 10 anni), e non si comprendono ancora le battute di spirito e le assurdità
Affettivamente
- inizia l’apertura all’altro, col superamento progressivo dell’egoismo infantile
- aumenta l’autocontrollo
- inizia l’equilibrio affettivo tra genitori – amici – ambiente scolastico
- i problemi principali sono:
- l’abbandono (genitori separati, o assenti per lavoro)
- l’essere viziati: col desiderio di far felice il figlio, lo si rende incapace di affrontare la vita equilibratamente
Evoluzione morale: è in aumento, con queste caratteristiche
- non c’è ancora piena consapevolezza della coscienza personale (cioè che la valenza morale è data dal “fare apposta”).
- le mancanze più sentite come gravi sono la menzogna e il furto, mentre la pigrizia e la disobbedienza non sono sentite personalmente, ma solo perché punite dagli adulti. Solo in 4 elementare in genere si comprende la responsabilità personale, e non quella dovuta alle “leggi” dei genitori ed educatori
evoluzione religiosa:
- istintivamente si sente l’esistenza di Dio, anche se lo si vede ancora in modo magico. Prevale il Dio terribile, punitore
- a 8 anni iniziano anche i primi dubbi (quando inizia il cammino di diminuzione del senso magico nella fede)
- la preghiera è fatta in genere volentieri, con formule fisse (anche queste, come se fossero formule magiche). Solo dai 9 anni si inizia a poter pregare in modo variato (purché si sia aiutati). La preghiera è comunque sempre “interessata”
- l’interesse per la persona storica di Gesù inizia in genere intorno ai 9 anni.
Conseguenze educative:
- È il momento per approfittare e trasmettere i concetti di base (ben compresi intellettualmente) e le scelte fondamentali della vita cristiana (percepite anche se ancora non possibili da vivere integralmente)
- approfittare dei dubbi naturali del bambino per trasmettere delle risposte soddisfacenti, se è possibile, ma comunque per presentare gioiosamente Gesù come la risposta ai nostri interrogativi e problemi (non gli servono risposte concettuali, ma certezze, e se gliele trasmettiamo con entusiasmo e sicurezza interiore il bambino sente che la risposta lo appaga)
- portiamo la gioia della preghiera, vista come incontro con la persona amata. La preghiera deve comunque essere breve, legata alla vita, legata alla catechesi
- approfittiamo dell’apertura agli altri di questa età per trasmettere il principio fondamentale della morale cristiana (ama come io ho amato). Facciamo molte esemplificazioni di questo amore (che deve arrivare fino al perdono), in modo che capisca che qui si gioca il suo essere discepolo di Gesù
- siamo sempre attenti a distinguere la fede dalla magia (per i bambini all’inizio sono simili)
- non giudichiamo i genitori, ma aiutiamo bambini eventualmente viziati o abbandonati affettivamente, a sentire che in Gesù e nella comunità possono trovare una risposta
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